sabato 29 settembre 2012

La corta notte delle bambole di vetro (A.Lado,1972)

Ingredienti....Praga gotica e bella e una fobia comune a molti..essere sepolti vivi. Il giornalista americano Gregory Moore rimane cosciente dopo la sua morte dichiarata. Ricorda nella cella dell'obitorio i suoi ultimi giorni con Mira. Progettavano il loro futuro ma lei scompare e sembra averlo fatto contro la sua volontà. I continui ricordi porteranno ad intrecciare un presunto "mostro assassino" e organizzazioni/sette segrete reazionarie che plagiano la "bella" gioventù dell'allora Cecoslovacchia...belle farfalle che non volano, come un regalo che Mira donerà a Gregory. Sorel (che immagino sia stato scritturato solo per i suoi occhi azzurri, viste le numerosissime inquadrature) e la Bach interpretano imbambolati i loro due personaggi e stonano nella buona sceneggiatura e fotografia del film. Lado (il regista) vuole denunciare quello che nei primi anni settanta sembrava essere il male del secolo...un mondo colmo di "mummie" borghesi che uccidono sogni e corpi delle nuove generazioni. Si sfiora l'horror e il thriller...e molto del succo del film sta nelle domande di un non vedente incontrato dal protagonista durante le sue ricerche. L'uomo, non potendolo vedere e "giudicare" dal suo aspetto, gli domanda insistentemente: "lei è giovane o vecchio?"..lei è giovane o vecchio?. Sentita la risposta del "giovane" uomo lo ammonirà ricordadogli la fortuna che  ha di avere ancora del tempo per capire....e a noi tanto ancora rimane da capire e scoprire del film e di Mira. Avremo un bel finale a sorpresa e intenso, in un film magari anche forzatamente impegnato  ma ben scritto e piacevole. Purtroppo doppiato in modo offensivo.

venerdì 28 settembre 2012

Condottieri, Giovanni dalle bande nere (L.Trenker. 1937)

...Storia, avventure e morte di Giovanni de' Medici. Fotografia meravigliosa per un film tutto confezionato per compiacere il duce e il suo baffuto "compagno di merende". Cinema di regime, proposto solo per puro spirito da cinefilo...sia ben chiaro.! Anche l'italia ha avuto in Trenker (con i dovuti paragoni) il suo A.Nevkij...Vagonate di retorica, di teatrale propaganda e palesemente squadrista...ma grande tecnica cinematografica e sublimi ombre espressioniste "alemanne" (che ci piacciono tanto).


giovedì 27 settembre 2012

L'uomo lupo (G.Waggner,1941)

...Uno dei primi film sui licantropi, comunque uno dei migliori...Storia semplice e con prevedibili passaggi, maledizioni e zingari veggenti custodi di miti antichi. Una caccia al diverso, argomento base di numerosissimi film con protagonisti mostri o cattivi in genere, da parte di una massa più intollerante che impaurita. (che rimane ancora oggi una metafora cinematografica ovvia quanto vera) Tutto è confezionato benissimo...la musica, il trucco superbo per l'epoca e una discreta recitazione. In diversi film horror dei '30 o '40 (definire horror questo film è un vezzo, ormai) si avverte quasi una ingenuità di fondo...si intuisce come lo spettatore di allora avesse un gusto diverso nel "cercare" la paura in una pellicola. Non era il dolore fisico o il sangue, mostrato più realisticamente possibile, a far terrore, ma la capacità di riportare sullo schermo l'atmosfera di sogni, di incubi, magari semplici nella struttura ma ugualmente spaventosi (si veda per tutti il Conte Orlock in Nosferatu che trascina di peso la sua bara per le vie della città, quasi grottesco...ma gelido e indimenticabile). Non fa eccezione questo film, film da vedere..anche solo per odiare l'inutile remake del 2010.

mercoledì 26 settembre 2012

Dogtooth (G. Lanthimos, 2009)

...Non diverte, non è facile...forse non vi piacerà, ma non sarà assolutamente inutile averlo visto. Storia originale..una famiglia/fortezza. Un padre, un Furio estremo di verdoniana memoria e i suoi tre figli. E' ossessionato dal non farli entrare in contatto con il mondo esterno, raccontato loro come ostile e pericoloso. Chiude la sua famiglia in steccati alti 5m e, per accentuare questo alienarsi, li spinge a chiamare gli oggetti con nomi errati, a gareggiare tra loro per imbrigliare una  eventuale voglia di ribellione. Li addestra come chiederà di addestrare il suo cane, una creta da plasmare...ma saranno l'istinto dei ragazzi e la loro natura a prevalere...a vincere drammaticamente. Sarà il sesso..saranno "Rocky" e "Lo squalo" e Bruce Lee che porteranno una soluzione...capirete. Tutto il film è da considerarsi un esperimento, un Grande fratello estremo e malato..vuole arrivare a dimostrare quanto sia la CONSAPEVOLEZZA la vera armatura da indossare contro una società che cambia e che sembra rivelarsi "avversaria", sembra avere in odio il "singolo". La "consapevolezza" da contrapporre ad un atteggiamento rinunciatario verso la vita, contro chi trova come unica soluzione la via della tana sicura, senza pericoli...Una sconfitta prima della battaglia.

martedì 25 settembre 2012

L'ultima risata (F.W.Murnau, 1924)

...Oggi il mio preferito. Il regista per cui ho deciso di togliere ore al riposo per vedere e rivedere i suoi film. Quello che ha raggiunto le vette dell'espressionismo e aperto il futuro al cinema (numerosissime le invenzione e le tecniche di ripresa che dobbiamo a lui..oggi ancora usate). Friedrich Wilhelm Murnau, di lui parliamo. Genio della camera e inventore di icone. Suo è Orlok, e ora è di tutti noi... In Nosferatu decise quali dovessero essere le regole del film espressionista, in questo (L'ultima risata) ha portato il realismo all'attenzione di tutti. Ha fatto provare allo spettatore non ancora ripresosi dal vedere il "treno" dei Lumiere, la voglia e la meraviglia  di immedesimarsi nelle vicende narrate, cosa che nessuno era riuscito neanche ad immaginare prima di allora. Il protagonista, un rispettato portiere di un grande albergo, inizia le giornate calandosi tronfio nella sua divisa (qui troviamo il Murnau fiero antimilitarista)...con quella attraversa la città, gonfiandosi per gli inchini ricevuti. Le vicende lo porteranno a perdere quell'abito e quel rispetto...ma anche a ricordare e rivalutare la sua umanità, quasi perduta. La modernità delle sue idee (del regista) contagia il cinema da sempre, ha disegnato personaggi che arriveranno ad essere sinonimi del cinema stesso...ha iniettato nelle vene di generazioni di cineasti il virus della più grande arte cinematografica...Murnau è per molti e per chi scrive l'essenza del fare cinema.

lunedì 24 settembre 2012

Ferro 3 La casa vuota (K.Ki-Duk,2004)

...Il tenero movimento di una mano, l'immobile suono di due labbra chiuse prese in primissimo piano, l'indifferenza alla gravità terrestre...questo è Ferro 3. Film ormai famoso, regista ormai amato. Due "alieni" si incontrano e per mano affrontano le ipocrisie e le debolezze del mondo. Tae-Suk vive le vite di altri, con dolcezza e stranissima curiosità....respira le case, le cose e ne diventa parte. Arricchisce la sua esistenza con le foto di chi non conosce e ne diventa un compagno di vita che non incontreranno mai...poi arriveranno Sun-hwa, suo marito e la sua gabbia dorata...e tutto cambierà. Non basteranno più le mura di una casa, un pavimento o un soffitto, vivranno prescindendo dal resto, dal loro stesso corpo. In tanta poesia appare anche la violenza, la difesa della purezza e della semplicità. Finale aperto alle chiavi di lettura che ognuno vorrà trovare...come una poesia, sussurra all'anima di cose che gli occhi non possono vedere e ci porta in "luoghi" dove quelle stesse cose hanno sostanza ed esistono.


venerdì 21 settembre 2012

Porcile (P.Pasolini, 1969)

...Due storie che corrono, che si rincorrono, danzano come nel teatro di Julian Beck e della Malina. Una piena di semplice silenzio, di pietre lunari e di poco altro...di un Etna nero, di  inquadrature infinite o strettissime. L'altra colma di dialoghi difficili, di perfette simmetrie, di parole da elaborare singolarmente. Due storie unite in un finale senza pietà, senza un minimo di speranza. L'uomo non sopravviverà a se stesso e verrà inevitabilmente "divorato". Uno di quei Pasolini che si scoprono tardi , che ci si deve obbligatoriamente sforzare di seguirne il complesso avanzare per la certezza di un dono che arriverà dopo l'ultimo fotogramma. Film figlio delle rabbie, della rabbia schietta, quella esposta nuda, libera...brutale, che distrugge per distruggere e tale fatalmente rimane, come nel primo episodio. O la rabbia dell'autore verso l'indifferenza del "palco reale" alla rappresentazione della vita vissuta dai "sudditi/figli". La rabbia verso le nuove generazioni di incapaci, di ignavi....troppo sterili per commettere minimi gesti di rivolta. Pasolini racconta per se, coccola le sue paure e le sue ossessioni...e a noi usare l'opera e riconoscerne la tragica attualità.

giovedì 20 settembre 2012

Monsieur Verdoux (C.Chaplin, 1947)

.Si sorride...tenendo ben serrati labbra e denti. L'animo gentile di Charlot è ora un serial killer, di donne e della sua stessa umanità. Forse tra i meno visti dei film di Chaplin, tra i più belli assolutamente. L'arte è totale. Quel piccolo uomo cesella l'animo di Verdoux con innumerevoli trovate di puro genio...ora anima controversa e feroce, ora caritatevole e colma di compassione. Il protagonista è un bancario disciplinato e felice, che crede fermamente nel dio denaro...motore del mondo. Perso tutto questo per la crisi economica usa la violenza, seduce e uccide ricche ereditiere..e questa è per Verdoux l'unica "soluzione". Uccide non per sadismo puro e semplice, ma per il bene della sua famiglia, che sente di dover proteggere. Personaggio complesso quindi, con tanta di quella voglia di denuncia nell'animo di Chaplin da renderlo un Esopo dei nostri tempi. Per denaro Verdoux uccide, per denaro tutti noi uccidiamo...lo facciamo senza aver sangue sulle mani, ma il sistema, per come è pensato, "sacrifica" i più deboli...e questo è omicidio. Il "sistema" genera consapevolmente mostri, ne sopporta l'esistenza e li bolla come devianze da emarginare. Verdoux non è un diverso tra i buoni è il risultato inevitabile dell'aver immolato l'uomo al profitto....un lupo che difende i suoi cuccioli.


mercoledì 19 settembre 2012

Simon del deserto (LBunuel,1965)

..e il finale?...Siete capaci di vedere 42min di film sapendo che non avrà un finale, una spiegazione...una verità? (o almeno non un classico finale, chiaro e rivelatore?).Se si..non perderete questo ricettario di sogni, di tentazioni, di quanto sia "perfetta l'imperfezione". La trama è facilmente reperibile, parleremo di quel che rimane dopo la visione...cosa quanto mai personale, in generale e sopratutto per un film come questo. Opera che va ben oltre la blasfemia, chiave di lettura quasi scontata e ovviamente vera parlando di un tipaccio come Bunuel. Attacca la chiesa, la considera un baraccone per illusionisti, ma questo sembra la corteccia di qualcosa di ben più succulento. A mio avviso vuole superare questa prima impressione, punta a molto di più. Vuole mostrare e dimostrare la "grandezza" dell'uomo, che può sbagliare...può essere incoerente e cattivo...può odiare, godere, essere tentato e accettarlo o meno. Questo lo rende dio di se stesso. E' questo, il "dio in me", che deve essere riconosciuto e magari ucciso...perchè niente è più del pensiero che qualsiasi cosa farai nella vita poi...finirai. Finirai di pensare e non penserai oltre. Questo è come dire:..hai deciso per te stesso per un tempo infinito, hai goduto e penato..odiato e aiutato, per tutto il tempo della tua vita, quindi (senza bisogno di aldila') hai vissuto per sempre..come un dio. Simon rifugge le tentazioni ma il suo agire le attira, respinge il diavolo (anche se ha le sembianze della Pinal) ma lo elegge suo unico compagno sulla sua altissima colonna da eremita. Insomma...è un film di Bunuel.

Dillinger è morto (M.Ferreri,1969)

...Cosa più dell'invenzione della maschera antigas ci può convincere di quanto l'uomo stia, con un finto progredire, andando contro se stesso, contro il suo istinto animale e contro la sua libertà. Glauco(M.Piccoli) è un ingegnere, che ha messo la mano oltre il suo naso e ha scoperto di esistere si, ma in una ampolla di vetro, vede il mondo fuori ma non ha aria per viverlo...Tutto quello che lo gratificava per la sola idea di "possesso" ha perso valore e si è trasformato in anelli di una catena che lo sta soffocando....Cerca la fuga, cerca nei filmini delle vacanze un ricordo felice, cerca l'affetto della moglie, il corpo della domestica....ma ormai a lui uomo-consumo tutto è negato. Film che semina scie di domande e porta a superflui perchè, e impone riflessioni. Il modo e il girato che Ferreri usa per affrontarle è quanto di più spiazzante e, anche per questo suo essere cosi poco banale, il film non scivola via facilmente, sconvolge per quanto vero e rende evidentissima a tutti la bravura di Piccoli.


martedì 18 settembre 2012

Embrione (K.Wakamatsu, 1966)

Un film che disturba. Uno di quelli che non se ne capisce immediatamente l'esistenza. La violenza di un triste caporeparto di un grande magazzino su una sua impiegata. Visionario...ma non  improbabile. Tutti siamo a contatto con quella violenza, non cadiamo nel baratro come i due protagonisti, ma cronache e racconti la mostrano quotidianamente...Chiaro,  i film esagerano per spiegare...eccedono per rappresentare. Qui esplode nello squallore della quotidianità...estremizza i conflitti, trasforma l'istinto primordiale della caccia nella ferocia dei rapporti umani. Abbiamo l'alienato uomo grigio che non allinea le sue pulsioni, non frena le sue devianze e "vive" nel sottomettere l'altro...ritrovandosi esso stesso preda del suo impulso animale. Finale di riscossa e in contrapposizione al "negativo" del protagonista, ma senza gioia e lieto fine. Questo è "Embrione"...nulla di banale, nulla di scontato...nulla di alieno e tutto o quasi possibile. Film difficile....sesso e violenza alla Wakamatsu. La visione è solo per chi già conosce quei sapori...per gli altri meglio usare una doverosa attenzione.

lunedì 17 settembre 2012

Regen/Pioggia (J.Ivens, 1929)

...Un corto che ha fatto scuola..Puro esperimento di tecnica e formale arte cinematografica. L'occhio elegante di Ivens, il compagno Ivens, il militante Ivens, che coglie le geometrie che vivono nel mondo e le moltiplica e le specchia nell'acqua dei canali di Amsterdam. Primissimi piani, moderni e iconici...pieni di quel sentimento d'artista e amore per il proprio mestiere che arrivano a rendere bello anche il frettoloso quotidiano. Tutto ritratto con l'acqua come metafora di vita...acqua che scorre, acqua che scende o un lirico vento che annuncia un temporale. Quindici minuti senza una riga scritta a disturbare e mai una parola....da godersi accompagnati da un sottofondo lento e ipnotico, un documento di gran classe e stile..stile di oltre 80anni fa.


domenica 16 settembre 2012

L'enfer d'Henri-Georges Clouzot (S.Bromberg, 1994)

...Storia di un film che non fu mai un film. Un documentario su quell'opera di Clouzot, raccoglie le testimonianze di attori e maestranze che collaborarono con il regista durante quel "maledetto Enfer" del 1964,  girato ma mai terminato. Tutto poi diventò mito, per prima la Schneider, che non teme paragoni in femminilità...e provocazione. Fatale la morte del regista...e piene di mistero le notti passate in sala di montaggio a ricreare frame dopo frame quel che avrebbe dovuto essere perfetto, l'avanguardia...il "mai visto"...il nuovo cinema. Film ucciso dalle logiche di produzione, dalla difficoltà di realizzare il fantastico e dalla trama a dir poco  inconsistente. Troppo arduo anche per un tipo come Clouzot. Se non la visione completa (difficile da trovare con i sub ita) basteranno i tanti spezzoni presenti in rete per far intendere le enormi potenzialità di quel film....Vale la pena averlo anche solo per l'emozioni che suscita la vista di una Schneider cosi...


sabato 15 settembre 2012

Moloch (A.Sokurov,1999)


...Uno dei film che Sokurov dedica ai "padroni del mondo"...ai dittatori o padri della patria. Personalità pesanti e capaci di trascinare una massa...e farsi chiamare dio. Moloch è una giornata nel "rufugio delle aquile" di Hitler..con una annoiata, danzante Eva...che balla nuda per quei tetri saloni e cerca affetto dove affetto non è mai esistito. Rarefatto e nebbioso film...scenari da Olimpo finto e grottesco ma anche per questo di una crudeltà immensa...Figure teatrali quasi cabarettistiche che partoriranno il peggiore dei mondi possibili. La quotidianità del "male" viene presentata più spaventosa delle stesse immagini pubbliche che verranno poi ricordate dalla storia. Vale la pena vedere anche gli altri film di Sokurov sull'argomento dei/tiranni (Il Sole e Taurus)..per capire quanto le colpe vere, a ben vedere, siano di chi chiama/vota/venera un uomo "dio"....per poi soffrirne e lamentarsi. Meditate gente...

venerdì 14 settembre 2012

Old Boy (Park Chan-Wook,2003)


...Tutto accade, ma accade senza i "perchè"...Tutto è claustrofobia, segregazione, sangue e dolore, per anni per lunghissimi anni...di prigionia e voglia di vendetta. Dae-su è la vittima, lo è sua moglie...ma non è questo il suo solo "ruolo" nel film...dovrà scoprire che ben altro copione gli riserverà il suo aguzzino. L'uso di armi, il martello e delle forbici sono momenti raccapriccianti, occasioni per raggelare..ma poi niente saranno paragonati allo straziante lamento dei violini sulle ultime scene del film, quando tutto finalmente ci verrà  svelato.(!!) Quelle note lacerano lo stomaco e portano al pianto, romanticismo e dramma. Il miglior film di Park Chan-Wook, il migliore della famigerata sua trilogia. Una regia perfetta per un film di una bellezza commovente...Se esiste un dolore insopportabile deve essere esattamente cosi. Perdere un film come questo è perdere gran parte del bello del cinema d'autore.

giovedì 13 settembre 2012

13 Assassini (T.Miike,2010)

...è il film sui "samurai" esemplare. A me non piacciono quelle opere iper-realistiche, quelle che hanno come unico scopo il riportare sullo schermo colori, suoni e persone prese dal reale. C'è dell'arte anche in questo, è vero..ma non arte cinematografica. "13 assassini" risplende di luce propria...Miike riesce ad ammantare di epico ogni fotogramma (come deve essere per un film del genere)...usa il tremolio delle candele, le ombre e le spade per avvolgere chi guarda il film, un abbraccio unico e perfetto. Non sforzatevi di ricordare i nomi dei protagonisti, non è cosa per noi occidentali...assaporate però le espressioni dei volti...la cattiveria del loro "nemico"..gli almeno 40min di combattimento continuo e vorticoso...o alcuni saggi sermoni sul finale...e soprattutto fatevi travolgere dalla bravura di Miike. In fondo è un gruppo di valorosi (a tratti scansonati) che deve uccidere un tiranno...la storia è questa, semplice ed efficace, ma la vera storia sarà quella a cui "13 assassini" è destinato...Film che rimarrà come un macigno su tutti quelli che affronteranno il "genere" da ora in poi...Violento, recitato magnificamente, fotografia sensazionale...Insomma, spero si sia capito:...è un film sublime.

mercoledì 12 settembre 2012

I tre volti della paura (M.Bava,1963)

...Chiaramente è la storia, la trama a far da colonna portante in un film...ma un valido racconto senza la suggestione del fotogramma rimarrebbe poca cosa. Creare il personaggio che si stampi nella mente non è da tutti..e Bava è maestro. Tre episodi vissuti senza prender fiato..atmosfere gotiche e odore di chiuso e muffa che strozza la gola, facendoci sperare in un finale vicino...per riprendere aria prima possibile. (per inciso il finale del film è uno di quelli rimasti nella storia...) Abbiamo un classico caso di stalking, vampiri da uccidere e anelli maledetti e fantasmi. Film troppo poco conosciuto...colori che sembrano una variante del bianco/nero e Karloff che ci narra la "paura"....Volete altro da un film horror..??..

SCANDALO (S.Samperi, 1976)

...Samperi...si Samperi,quello di Malizia. Dopo gli "schiaffoni" della Wertmüller e la sua ironia per denunciare lotta di classe e borghesia, ecco "Scandalo"...che osa sullo stesso tema...usa l'eros, osa molto e spesso turba. Franco Nero e la sempre seducente Lisa Gastoni di "Grazie zia" sono l'anima nera della Melato e di Giannini...sono il fondo, il peggio, la melma della società....Ambiente francese, eros all'italiana...poi le fiamme purificheranno anime e persone... La fotografia di Storaro è una firma indelebile (vedere le luci durante il bombardamento sul finale) e "chiacchieratissima" è la scena della nostra Lisa, nuda davanti la sua farmacia...ben oltre ogni migliore camminata della Rizzoli o della Fenech. Si deve fare, si devono rivalutare i film minori, i registi minori...hanno un sapore loro particolare, in tutti c'è del buono a saperlo cercare. Il bello e l'arte spesso si nascondono tra i fotogrammi di un filmetto senza pretese.





martedì 11 settembre 2012

Dies Irae (C.T. Dreyer,1943)

...Un grandissimo capolavoro. La potenza, perchè di questo dobbiamo parlare..la potenza delle immagini volute da Dreyer è travolgente. I fotogrammi emanano un persistente gelido soffio che ci trascina ad essere Anne, destinata alla morte, accusata di non essere come sarebbe stato suo dovere essere. Gli occhi di lei e la sua ferma e sofferta decisione di annullarsi sono il grido che il film e il suo regista ci donano per sempre...dono da usare contro l'ipocrito conformismo e il vigliacco celarsi dietro le regole e i preconcetti. La Danimarca del film (è il 1600) è qualsiasi luogo in qualsiasi tempo...dove sempre una strega sarà colpevole e sempre una morale cullerà i sonni dei piccoli uomini. Dreyer è anche Vampyr e Giovanna D'Arco, ma Dies Irae è quanto il suo genio ha meglio saputo fare...


lunedì 10 settembre 2012

United Red Army (K.Wakamatsu,2007)

...Wakamatsu, si Wakamatsu..lo stesso di "Violent virgin" e "Embrione". Lo stesso che ha squarciato lo stomaco di molti con le immagini di corpi nudi e straziati e lega il suo nome a famosi Pinku eiga d'annata. Ora ci stupisce di più...ci porta a vivere tra i monti in un Giappone scosso dal fenomeno del terrorismo rosso. Un inizio dei '70 descritto con spezzoni di documentari e le motivazioni (le rivolte antimilitariste dei giovani nipponici alla fine dei '60) che hanno portato alcuni ad abbandonare le "ragioni dette" per impugnare armi e la violenza. Questo è quel che lega il film alla filmografia precedente di Wakamatsu, la violenza...Qui è crudo realismo, è inesorabile abisso di scelte errate e di distacco di quel gruppo dalla realtà delle loro ragioni. I "migliori" arrivano ad essere carnefici, meschini...processano se stessi e coprono di sangue e paura la poca coerenza delle loro idee. Film complesso e a rischio strumentalizzazioni...ma grande prova d'artista.


Lo sconosciuto (T.Browning,1927)

...Dracula(1931) e Freaks(1932)...tanto basterebbe ad inquadrare la grandezza di Browning. C'è però un film, uno poco noto o meno di altri...dove quello che sarà perfetto nei film successivi è ancora poco più che embrione. Il tema della malformità fisica, del negare il concetto forzato e buonista del  reietto e deforme capace solo di sentimenti altissimi. Lo sconosciuto, questo il film...Con Lon Chaney e la Crawford, nello splendore del muto e delle "maschere" cosi difficili e indimenticabili. Una trama originale e drammatica...dove si scambia l'amore per il possesso e si affrontano temi di una sconcertante modernità.

sabato 8 settembre 2012

Il rullo compressore e il violino (A.Tarkovskij,1960)

...Tarkovskij e uno dei suoi primi lavori...quelli dove ancora è un giovane regista, pieno di insegnamenti e fresco di istituto. Si vedono già alcuni dei temi cari al cineasta bielorusso, si avverte l'insofferenza verso una briglia di regime che ha deluso, l'amicizia e il mutuo soccorso. Questi i temi del mediometraggio, l'amicizia...tra un operaio con il suo enorme "macchinario rosso" e un ragazzo ben educato con una madre "che lo controlla" e futuro musicista...Il contrasto tra le due esistenze genererà poesia. Pezzo d'arte del grande Tarkovskij, che non lascia al caso nulla, né il colore di un oggetto né il peso delle parole o la musica del violino che accompagna il rombo del compressore, a voler unire arte e lavoro in un sodalizio di vita. Poco più di 40min di bel cinema.

venerdì 7 settembre 2012

Il testamento del mostro (J.Renoir,1959)

...Sorprendente (forse la migliore) riproposizione cinematografica del celebre jekyll/hyde di Stevenson. Qui l'accento viene posto sulla perdita, per merito della pozione, dei freni inibitori del protagonista della storia...Non solo la violenza contrapposta al buono, non l'emergere semplicemente del lato negativo di Cordelier( il Jekyll nel film), è assolutamente la cattiveria e il cinismo che "danza" su buoni, fessi, ricchi e poveracci. Renoir sembra portare sullo schermo l'animale anarchico stirneriano...ripugnante e Unico, vera rappresentazione di quel complesso bipede che è l'uomo.

giovedì 6 settembre 2012

Vital (S.Tsukamoto,2004)

...Regista di culto per alcuni e odiato da altri. Tsukamoto compone le scene con la stessa cura che Hiroshi userà per coprire il cadavere della sua amata. Si, di un cadavere parla il film...quello di Ryoko, amata da Hiroschi e morta in un incidente, dove il ragazzo si salva ma perde la memoria. Nel corso del film il destino lo porterà ad una scelta terribile. La delicatezza del tema meritava silenzi e silenzi il regista ha usato...Porta l'amore ad essere carne e sangue, ma sopra ogni cosa, ad essere respiro...anche un solo altro respiro per continuare ad essere amore, respiro da trovare in quel corpo tanto amato..fin dentro le vene stesse. Commovente storia, letta attraverso gli occhi dei bravissimi interpreti e ennesima perla nella filmografia del regista giapponese.

Religulous - Vedere per credere (L.Charles, 2008)

Tema delicato...me ne rendo conto e spero (ma non per questo desisto) non turbi, se non in positivo, nessuno di voi. Il film, anzi il documentario...perchè trattasi di un montaggio di estratti da interviste e prove filmate, pone la "questione delle questioni"...la religione è nociva per l'uomo? lo porta lontano dal suo essere animale pensante e libero?..Bill Maher,comico statunitense, gira il mondo intervistando (veri) protagonisti e "capi" delle maggiori religioni del pianeta. Si sofferma molto su un'america esagerata..come in tutto..ma questo non rovina l'idea e le conclusioni "planetarie" che il film prova a tirare. Nulla di filosofico e profondo, non una disquisizione tra sapienti o cose simili...ma domande, semplici e a volte semplicissime questioni poste a chi crede, fortemente crede...incredibilmente crede. Si punta il dito verso persone che hanno colmato quel vuoto che esiste, per forza di cose, tra un dio che non parla e il credente...che approfitta del bisogno e della paura per indossare paramenti e indicare una via. Quasi sempre questa porta alla fine di tutto, porta alla distruzione del mondo e al bisogno di dover essere pronti per quell'istante...pentitevi!.Domande provocatorie con risposte che faranno torcere le interiora per la loro assurdità...A tutto questo contrapponete una risata, fragorosa...se possibile. E poi, è certo, ci stermineremo da soli...presto e senza l'aiuto di nessun dio.


martedì 4 settembre 2012

Smoke (W.Wang,1995)

...Un film che coccola chi lo guarda. Coinvolgente e a tratti commovente...che poggia su una sceneggiatura perfetta. E' diventato a sorpresa, negli anni, uno dei miei preferiti...per quel gusto di "storia raccontata", per essere un insieme esemplare di personaggi, che tutti hanno incontrato. Una tabaccheria (una come quella di Auggie) è il cortile di un condominio...ci si incontra e si parla e non solo si è li per comprare. Sono infatti i dialoghi, le parole giuste con il giusto interprete, a dare respiro ad un film come Smoke. L'eleganza con cui è confezionato il film, che ci parla di incontri, di ricerche e di solitudini, è notevole..Wang è bravo ma purtroppo non costante, alcuni suoi film sono deludenti, soprattutto se paragonati a questo gioiello. Ancora due parole su quello che per me è il vero segreto del film..giocando spesso sulle strette inquadrature..è il volto di Keitel, è perfettamente il "tabaccaio di quella New York..che vende fumo e scatta foto di vita, che ha sempre una sedia nel suo negozio per ascoltare la gente, non per dare consigli..ma un posto dove attendere quell'attimo in più che rende "accettabili o più giuste" le decisioni da prendere nella vita.

lunedì 3 settembre 2012

Meshes of the Afternoon (M.Deren,1943)

Cinema d'avanguardia....Un ombra sul muro ci lascia immaginare...l'ombra di una mano scorre sulle cose..le sagome nere hanno un profilo, i personaggi reali non hanno volto. Sognare di sognare in un continuo divenire e finale terreno senza alcuna possibilità di cambiamento....Difficile parlare del corto della Deren, difficile parlare di lei. Lei ballerina, cineasta...donna. "Meshes of the Afternoon" è studiato nei particolari più precisi, supera il perfezionismo dei registi asiatici e sperimenta meglio di chiunque...Alcuni non dovrebbero fare Avanguardia, quelli che come la Deren raggiungono immediatamente questi livelli uccidono le possibilità di molti dopo di loro...i grandi non contribuiscono, i grandi diventano il "paragone impossibile". Tanti i simboli in 15min di girato, tante le chiavi di lettura...sublime. Maya è bellissima...

Love Exposure (S.Sono, 2008)

...Avverto:..nel film sono presenti innumerevoli episodi di blasfemia verso la religione cristiana e un pò di softcore in salsa di soia). Detto questo...Detto questo il peggio dovete ancora sentirlo. Sion Sono usa l'ronia e il grottesco dei suoi personaggi per ribaltare qualsiasi schema del vivere comune. Lega prete e credente col filo rosso del peccato e smaschera simboli e ipocrisie di facciata. L'ipocrisia della società. l'ipocrisia di adulti non meritevoli di stima, quella della scuola e della religione. Prende le parti, come in molti suoi film, dei ragazzi contro un mondo zeppo di morali e leggi...un mondo da prendere a calci e distruggere, come la maleducatissima Yoko sogna di fare...e farà. Yoko odia gli uomini e suo padre e li picchia, li picchia fortissimo. In fondo il film diverte, a denti stretti si sorride delle vicende surreali che vedremo...poi, tra un sorriso e l'altro, ci si ritrova a pensare che da ridere c'è veramente poco, quelle ipocrisie (lo ripeto ancora una volta, perchè è questo il fulcro della storia..l'ipocrisia) sono reali e ingombranti. Il film vi ruberà 4(quattro) ore del vostro tempo...ma godrete di cose paradossali, strane e affascinanti...l'irrompere di un bolero in scene di arti marziali, allenamenti di voyeur metropolitani, Kobain come Cristo, kitchissime sette religiose e riderete...Di un riso che oltre a divertirvi vi farà sentire anche netto il rumore delle catene pesanti e gli schemi mentali e reali che questa società tende a mettere all'individuo. Tutto girato con tanta maestria da superare il caro Tarantino...ormai, in verità, superato da molti. Surreale e ironico...