martedì 21 agosto 2012

Lèolo (J.C Lauzon, 1992)


...poesia, poesia come può esserlo Bukowski. Puzzo di vita, atti osceni...e amore. Il piccolo Lèolo usa la fantasia per vivere una favola...abitata da creature paradossali e stereotipi eccessivi di comuni atteggiamenti umani. Si innamora di Bianca, la venera, la spia...come Noodles spiava Deborah in un film ben più famoso. Vuole, cerca e trova passioni in un'arida periferia...arriva ad ipotizzare d'esser figlio di un contadino siciliano che per incredibile vicenda inseminerà sua madre...(non vi tolgo il piacere di scoprire come). Il film contiene scene bizzare e, diciamo cosi, stravaganti...ma mai volgari, aiutano a creare atmosfere tipiche del sogno e del fantasticare. Contiene attacchi anticlericali e sputa sulla banalità di una borghesia realmente ridicola. Lèolo è tra i personaggi che ricorderemo con più affetto..Lauzon hacreato uno di quei lungometraggi che non se ne sente il bisogno fin quando non capita di averlo visto...e poi non si scordano più.