martedì 21 agosto 2012

Gemini (S.Tsukamoto, 1999)

...L'ormai celebre creatore di Tetsuo usa ancora la MDP con quella frenesia e irrequietezza che lo contraddistinguono, ma qui alterna a questo "calme" statuarie e lentezze atemporali. Un film vive di una storia, di un racconto...certamente, ma per Tsukamoto un film racconta con le immagini, visioni chiare o complesse, mai banali...Ci racconta di due gemelli, separati per il rifiuto dei genitori di allevare uno dei due, "marchiato" da una orrenda voglia a forma di serpente...chiaro segno di sventura e, ancor peggio, evidente dissonanza dalla ricerca della perfezione...una vera religione per un giapponese. Lo scontro dei due vedrà la presenza di una donna, i capelli/serpenti di lei percorrono i frame del film, scandendolo e segnandolo con le loro forme e lunghezza. Cresciuta come il fratello respinto nei bassifondi maleodoranti della città (siamo presumibilmente nei primi anni del '900). Compagni e complici i due vivono di ruberie e passione animale...poi di vendetta per lui e attrazione per lei per la scoperta del gemello vissuto nell'agiatezza...con un finale non scontato e ben riuscito. Particolare attenzione la si deve ai costumi, ricercatissimi sia nel caso che servano a rappresentare la ricchezza e la tradizione di una classe benestante che in particolar modo nell'esplosione di colori, stracci e stranezze dei bassifondi, suggestiva "corte dei miracoli" in salsa Jap..Qui Tsukamoto incastona una sua personale visione della societa e della lotta di classe (non è un film politico ma il concetto è presente). Vede combattivi e furiosi miserabili come dei lupi famelici, questi attentano l'esistenza e l'estetica impeccabile della classe dirigente, ma non riescono o non vogliono sconfiggerla...Il loro intento vero è prendere posto e sembianze dei padroni stessi e di opprimere e creare altri poveri. Cinico, anzi..nichilista. La volontà del regista di colpirci con immagini perfette, definite e simmetriche è evidentissima..quasi sovrabbondante. Vuole dimostrare il suo estro senza alcuna modestia...si spinge ai confini dell'umiliare chi si fregia del titolo di "regista" con troppa facilità, avendo solo diretto delle semplici sequenze temporali da videoamatore della domenica...o poco di più. L'arte a volte è dei vanitosi...e quando si hanno le doti per poterselo permettere...si eccelle su tutti. Questo è Tsukamoto..l'esagerato.