
giovedì 23 agosto 2012
Paris qui dort (R.Clair,1925)

A snake of june (S.Tsukamoto, 2002)

mercoledì 22 agosto 2012
Zero in condotta (J.Vigo,1933)
...Uno di quei film dove ritrovi nello spirito del
regista un possibile compagno di conversazioni, per argomenti e
sensibilità. Cromosomi di questo film li troveremo in numerose opere
future, palese e banale è L'attimo fuggente...dove Keating fa il verso
ad Huguet col suo salire sulla cattedra. La storia racconta di una
giocosa (ma molto seria) rivolta di
ragazzi...pieni del loro innato spirito libertario, decisi a riprendersi
tutto...A punire chi vessa un compagno, a rendere ridicole ed evidenti
le malattie dell'adulto incoerente e inutilmente autoritario. Vigo non
teme le proprie idee, le palesa come meglio non potrebbe...le accompagna
con un sottofondo di risa di fanciulli, che rimane nelle orecchie
quanto la Cavalcata delle Valchirie per Coppola. Vigo è quello de
L'Atalante e di una perla come "A proposito di Nizza" (da vedere)...Vigo
è quello che aiuterà a scegliere il mestiere che da grandi arriveranno a
fare buona parte dei cineasti mondiali...(almeno quelli che hanno avuto
l'umiltà di vedere i suoi film, e non posare l'occhio sulla camera con
il solo pensiero al botteghino).
Kairo/Pulse (K.Kurosawa, 2001)
...Sicuramenmte un horror, ma azzarderei anche
una definizione alternativa...un horror-sociologico. Ci sono gli
elementi del classico film "de paura" jap e ad altissimi livelli ma
anche molto più che quelli. Il film è lento, non per errore ma per
scelta. Vuole rappresentare un naturale scorrere del tempo nelle
giornate di alcuni studenti/lavoratori, dove le vicende saranno sfilettate di terrore...e dico: TERRORE. L'aspetto sociologico è nel
voler rappresentare l'apparente totale connessione che abbiamo nell'era
di internet vista qui come maschera di una assoluta solitudine, non
risolta con la "rete" ma enormemente accentuata. Se avete problemi con
l'addormentarvi dopo un film "leggermente aspro" evitate questo...dopo
minuti di calma e quasi noia si vivono secondi, e pochi bastano, che
farebbero decidere di smetterla li, con questo e con gli horror in
generale. Dopo Ringu è il migliore del genere (credo io)...e Kurosawa è
bravo. Geniale filo conduttore la trovata delle "stanze misteriose"
chiuse sigillate con del nastro rosso...dei varchi da evitare ma anche per questo
inevitabili. Una storia di fantasmi, che
vivono con noi, che comunicano, che una volta mostratoci l'abisso e il
loro esserci ci portano via con loro...
L'Arca Russa (A.Sokurov, 2002)

Il mangiaguardie/Themroc (C.Faraldo, 1972)
...Volete la rivolta, l'animale affamato di
caos...quello che sovverte?..Questo è il film. Film senza dialoghi, solo
grugniti, (e intendo senza una parola in nessuna lingua, un muto rumoroso) come i primati in Odissea 2001..Scene, personaggi ed eccessi
fiondano lo spettatore in un mondo anarchico e diverso. Un muro non è
più confine sicuro ma un ostacolo da abbattere platealmente..Le auto inutili
orpelli..L'autorità un bersaglio da lunapark, gli uomini in divisa una
cena (da qui il titolo)...Themroc, una medicina contro l'inevitabile reflusso
biliare che il momento che viviamo ci procura. M. Piccoli è (come
sempre) già da solo un motivo per amare il cinema.
martedì 21 agosto 2012
L'isola (K.Ki-Duk,2000)

Riflessi sulla pelle (P.Ridley, 1990)

...Non fatevi ingannare dai dorati campi di grano, dal sole accecante e dalle tante croci....questo è l'inferno. Un oceano di malvagità in tempesta, è l'Ade..l'Acheronte. Il male scorre tra le polverose strade di campagna su una Cadillac nera e traghetta le anime...Film che le schede definiscono drammatico ma credetemi...è un horror. La recitazione (non tutti gli attori sono all'altezza ma la gran parte si), i dialoghi e l'assordante cupa musica...l'algida vedova tra i suoi scheletri di grandi balene..un vampiro, crede il piccolo Seth (il protagonista). Pezzo di gran cinema il piano sequenza del suicidio del padre del piccolo...espiazione e suicidio. Preparatevi ad una tristezza infinita, lascia un amaro senza soluzione e un'angoscia pesantissima...ma è un film notevole. Il regista vuole odori e tatto più che la vista...vuole che il ricordo del film rimanga ben presente, e riesce perfettamente. Inferno sono anche i test atomici USA nel Pacifico che contaminano il fratello di Seth...anche questo "uccide i nostri bambini"..come grida la madre di uno di questi. I bambini angeli/vittime di un mondo non più per loro...Finale straziane, forse troppo inutilmente teatrale ma che non rovina il film.
Lèolo (J.C Lauzon, 1992)

Haze (S.Tsukamoto, 2005)

L'occhio che uccide (M.Powell, 1960)

La ragazza che sapeva troppo (M.Bava, 1963)

Thirst (P. Chan-Wook, 2009)

Pi Greco - Il teorema del delirio (D.Aronosfky, 1998)

Gemini (S.Tsukamoto, 1999)
...L'ormai
celebre creatore di Tetsuo usa ancora la MDP con quella frenesia e
irrequietezza che lo contraddistinguono, ma qui alterna a questo "calme"
statuarie e lentezze atemporali. Un film vive di una
storia, di un racconto...certamente, ma per Tsukamoto un film racconta
con le immagini, visioni chiare o complesse, mai banali...Ci racconta di
due gemelli, separati per il rifiuto dei genitori di allevare uno dei
due, "marchiato" da una orrenda voglia a forma di serpente...chiaro
segno di sventura e, ancor peggio, evidente dissonanza dalla ricerca
della perfezione...una vera religione per un giapponese. Lo scontro dei
due vedrà la presenza di una donna, i capelli/serpenti di lei percorrono
i frame del film, scandendolo e segnandolo con le loro forme e
lunghezza. Cresciuta come il fratello respinto nei bassifondi
maleodoranti della città (siamo presumibilmente nei primi anni del
'900). Compagni e complici i due vivono di ruberie e passione
animale...poi di vendetta per lui e attrazione per lei per la scoperta
del gemello vissuto nell'agiatezza...con un finale non scontato e ben
riuscito. Particolare attenzione la si deve ai costumi, ricercatissimi
sia nel caso che servano a rappresentare la ricchezza e la tradizione di
una classe benestante che in particolar modo nell'esplosione di colori,
stracci e stranezze dei bassifondi, suggestiva "corte dei miracoli" in
salsa Jap..Qui Tsukamoto incastona una sua personale visione della
societa e della lotta di classe (non è un film politico ma il concetto è
presente). Vede combattivi e furiosi miserabili come dei lupi famelici,
questi attentano l'esistenza e l'estetica impeccabile della classe
dirigente, ma non riescono o non vogliono sconfiggerla...Il loro intento
vero è prendere posto e sembianze dei padroni stessi e di opprimere e
creare altri poveri. Cinico, anzi..nichilista. La volontà del regista di
colpirci con immagini perfette, definite e simmetriche è
evidentissima..quasi sovrabbondante. Vuole dimostrare il suo estro senza
alcuna modestia...si spinge ai confini dell'umiliare chi si fregia del
titolo di "regista" con troppa facilità, avendo solo diretto delle
semplici sequenze temporali da videoamatore della domenica...o poco di
più. L'arte a volte è dei vanitosi...e quando si hanno le doti per
poterselo permettere...si eccelle su tutti. Questo è
Tsukamoto..l'esagerato.
Mad Love/Amore Folle (K. Freund, 1935)

La donna del ritratto (F.Lang,1944)

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