domenica 18 novembre 2012

I vampiri (R.Freda,1957)


I primi frame con l'inconfondibile musica-incipit della Titanus Film ci portano immediatamente alla mente le numerose commedie-romatiche che occupavano i cinema nei '50 di una nazione appena uscita dalla guerra. Pane, amore e fantasia o Poveri ma belli erano il cinema di allora. Riccardo Freda girava invece i suoi famosi film d'avventura (Aquila nera, Spartaco..) e con classe e mestiere. Era quindi avvezzo a misteri, terre lontane e intrighi e si volle provare in un genere nuovo e mai veramente proposto in Italia….l'horror. O meglio, parliamo di un film dove si iniziano e classificano i canoni che faranno parte di quasi tutti i successivi lavori del genere. Per il suo "I vampiri" chiama collaboratori unici. Avrà Bava come direttore della fotografia e Roman Vlad per le musiche e del talento di questi è pieno il film. Il gotico, i castelli e le segrete fanno già parte dell'immaginario di quest'horror in fasce e questo suo essere "il primo dei tanti" ci aiuta a perdonargli diverse ingenuità (pipistrelli appena credibili, e una Parigi fin troppo evidentemente, e incredibilmente, ricostruita in studio di posa). La bellissima (Gianna Maria Canale, con occhi pari alla Steele e mani affusolate da gran dama) contrasta con la sua bellezza l'atmosfera e le muffe che il bravo Freda ha saputo girare e dato inizio a, se non memorabili, particolarissimi film di genere che hanno ancora affezionati, sia in Italia che sotto le grandi lettere della collina di Hollywood. La trama: Pierre Lantin, un giovane giornalista parigino, indaga sulla misteriosa morte di numerose ragazze. Queste vengono trovate senza più sangue e con nessun segno di violenza. Si comincia a parlare di vampiri e le notizie appagano la curiosità dei parigini. Nel castello dei Du Grand vive un'anziana baronessa e la sua giovane nipote. Quest'ultima è innamorata del giornalista, come sua zia, in gioventù, del padre del ragazzo. Quel sangue preso alle ragazze avrà un ruolo fondamentale per lo svolgimento della storia e non mancheranno colpi di scena. Difficile sintetizzare la trama senza rischiare di rovinare la visione, e la stessa descrizione di alcuni effetti speciali avrebbe lo stesso risultato….eviterò. Questi (memorabili effetti speciali), però, sono la vera novità presente nel film. Se avrete la curiosità di vederlo apprezzerete le straordinarie trovate e le quasi magie che impreziosiscono questo piccolo gioiello di film. Il titolo non rende merito alla storia, è più ad uso della trovata per attirare lo spettatore che a descrivere fedelmente le vicende raccontate. Bava e Freda riescono a stupire ancora oggi chi gode del film e immaginiamo quanto possano aver colpito chi lo vide nel '56. Il finale è opera dell'ottimo Bava che prese il posto di Freda quando la produzione cercò di imporre scelte diverse da quelle iniziali. In conclusione "I vampiri" è su una sottile linea di confine tra un cupo film poliziesco, quasi un noir e un abbozzo di horror di notevole interesse che merita di essere ricordato per le furbizie tecniche, genialità da artigiani del cinema e per quella collaborazione di Bava che forse convinse definitivamente il regista/direttore della fotografia/sceneggiatore sanremese a dedicarsi al cinema "di genere" regalandoci i suoi capolavori.