mercoledì 19 dicembre 2012

Gli invasati (R.Wise,1963)


Figura eccelsa di uomo di cinema, una vita fatta di sfide vinte e valanghe di premi per lavori ormai nella storia della settima arte. Robert Wise è quello di Lassù qualcuno mi ama, di West Side Story e di molto altro bello del cinema statunitense…tra le tante una perla è questo horror/thriller di rara bellezza e coinvolgente come pochi. Al solito la distribuzione italiana rischia di rovinare tutto, partorisce titoli tanto scadenti e così poco invitanti da crede che dell'opera importi poco a vantaggio di roba meno di nicchia ma facilmente vendibile. Gli invasati (questo il titolo) rende davvero nulla della storia, non avremo, come sembra suggerirci il titolo, a che fare con maniaci del paranormale e fissati dello spiritismo…tutt'altro sarebbe dovuto essere il titolo e tutt'altro è il film. Una casa maledetta, infestata dagli spiriti…Questo è l'incipit fuori campo che una voce narrante inizia a recitare fornendoci i primi elementi per capire quello che sarà l'argomento del film. Una villa in una campagna isolata è famosa per essere ritenuta dimora di presenze soprannaturali, frutto dei tanti delitti e tragedie avvenute tra quelle mura. La trama: Il dottor Markway, insieme a persone da lui scelte per accompagnarlo nella ricerca, ha intenzione di studiare questi fenomeni e affitta dalla legittima proprietaria la casa per l'estate. Tra questi vi è Eleanor, giovane donna con un passato di rinuncia a beneficio della madre malata, accudita per anni e morta (così crede lei) per una sua negligenza. Theodora, una donna emancipata e molto diversa da Eleanor, le sue doti mediatiche interessano Markway. Altro personaggio è il giovane Luke, che erediterà la villa e principalmente vuole curare i suoi interessi in quella strana spedizione. La casa ben presto si presenterà…accadimenti e scoperte terranno gli ospiti in una situazione perenne di terrore e verranno convinti che quei corridoi, stanze e finestre hanno una loro vita e pretendono il sacrificio di chi entra in contatto con essa e con chi vi ha dimorato e li lisciato la vita. Folgorante l'inizio del film, incredibilmente moderna la struttura del racconto, considerando i suoi quasi 50anni, e sensazionali gli aspetti tecnici che Wise e i suoi collaboratori hanno portato al film. Una musica ancorata al girato come in un film muto, un montaggio veloce e mai banale e una fotografia furba e così ben fatta da aver inventato inquadrature e fotogrammi degni di essere ricordati tra i migliori di sempre, sia del genere in questione e forse anche del cinema in generale. L'aspetto psicologico dei vari personaggi non è meno importante e non meno curato. E' la chiave stessa di lettura dell'intera opera. Tutti fanno da cornice al manifestarsi dei sensi di colpa di Eleanor che recitano paralleli a quanto accade in quella casa e spesso si intrecciano e confondono gettandoci in una sublime confusione, che non permetterà a noia e banale di macchiare un film quasi perfetto. Il candore e la perfidia di Nora (Eleanor) portano ad esplorare di nuovo quello che il maestro Hitchcock pensò per la sua Marion in Psyco, il "buono" mai così veramente buono e l'innocente mai veramente innocente. Nora è avvicinata per questo suo ambiguo fascino dalla stessa Teo (Theodora) che è attratta da lei e approfitta del bisogno di Nora. Quindi il film non manca di elementi interessanti (e vagamente ai limiti, come nel caso appena scritto, siamo nei puritani '60) e vengono usati al meglio per stuzzicare il nostro interesse…mancano invece effetti ridicoli per suscitare terrore o maschere demoniache per paralizzare lo spettatore. Vengono usati elementari paure e elementari situazione puntando sul fatto che la bravura degli attori, la musica e il montaggio potessero bastare per imbastire un horror importante. Missione questa certamente riuscita e che ha lasciò un altro trofeo nella bacheca delle sfide del bravo Wise.